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Ti ammazzo di botte se rompi il letto

  • 2 feb 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Una regola fondamentale dell'educazione dei bambini è non promettere mai ciò che non si può mantenere, e questo vale nel bene e nel male.

Illudere un bambino con la prospettiva di un premio in funzione di un determinato comportamento, e poi non mantenere la promessa, ne farà uno sfiduciato, una persona che non crederà nella meritocrazia, nell'opportunità e nell'utilità di comportarsi bene. Nello stesso modo minacciarlo di punizioni inapplicabili ne farà una persona che sfuggirà alle regole, si comporterà come il suo libero arbitrio gli suggerirà perché metabolizzerà il "dono" dell'impunità.

Dire a un bambino "ho comprato il letto nuovo, se lo rompi ti ammazzo di botte" è una cosa demenziale. Mantenere la promessa, però, è inconcepibile, inaccettabile, incredibile.

E' difficile resistere all'istinto di fare commenti "forcaioli", da vendetta, da legge del taglione, di fronte all'episodio di un bambino morto e una bambina viva per miracolo per la rottura di una stupida sponda di un letto, anche se comprato con sacrifici. Tutti fanno sacrifici, nella vita, e se proprio devi sacrificarti evita di fumare gli spinelli, e con quei soldi ci compri il letto. Tra parentesi forse, se un bambino fa una cosa del genere, qualche carenza educativa ce l'ha già, forse non sei stato tanto presente e attento finora.

Le reazioni del tipo ora ammazzatelo di botte, mettetelo in galera e buttate la chiave, eccetera, sono numerose, inopportune in una cosiddetta società civile ma comprensibilmente istintive, perché l'immagine di un bimbo massacrato di botte da chiunque, ma in particolare da colui che dovrebbe fargli da padre, è distruttiva per l'animo di qualsiasi persona per bene. C'è una giustizia, farà il suo corso, bene o male che sia.

Di giustizie ce ne sono due, però. Quando sarà poi il momento di confrontarsi con l'altra Giustizia, quella che non sbaglia mai e contro la quale non si può ricorrere, non si potranno portare scuse, dire bugie. Ci si può pentire per un comportamento del genere? Probabilmente sì. Il fatto però resterà, sulla tomba del bimbo, nei pensieri della bimba e nella sua vita, quando prima i bambini e poi i grandi le chiederanno per caso notizie del fratello e del padre, e lei dovrà rispondere che il fratello lo ha ammazzato il padre. Patrigno, va bene, ma sempre comportamento paterno gli compete. E il fatto resterà anche nelle coscienze di tutti noi, che saremmo più contenti di vedere un mondo in cui succedono cose buone, invece di un susseguirsi di atrocità dalle motivazioni più disparate. Ma chi se ne frega delle motivazioni, sono i fatti che contano.

 
 
 

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